News: Commenti ed idee
Il metodo per la Partecipazione
Seguendo l’interessante dibattito sulla nuova legge sulla partecipazione, ed in particolare a proposito della definizione del “metodo” più conveniente ed efficace da utilizzare per collegare la domanda democratica di innovazione proveniente dal territorio alla strategia politica della P.A., mi nasce spontanea una domanda:
Quanto può essere utile osservare cosa si fa nei contesti imprenditoriali ?
Come fanno ad esempio i creativi di un’agenzia di marketing a generare nuove idee ? o come fanno le aziende a coinvolgere efficacemente i loro dipendenti nella vita aziendale ? o come fanno le organizzazioni a creare dei meccanismi interni di miglioramento ?
Le risposte che tipicamente danno le imprese (e per la verità non è che accada spesso in Italia, in relazione soprattutto al grado di sviluppo della cultura organizzativa) si chiamano tecniche di brainstorming, cassette delle idee, meccanismi di premio, gruppi di miglioramento ecc.
Esempi di regole che, opportunamente adattati ai possibili ambiti territoriali, potrebbero costituire uno spunto, se non una traccia, per definire il metodo della partecipazione democratica.
D’accordo quindi sull’articolo 1 per definire competenze, strutture di gestione e risorse (anche se risorse non vuol dire solo finanziare le singole iniziative e preoccuparsi dei criteri di valutazione dei finanziamenti - sarebbe riduttivo anzi potrebbe essere fuorviante se non addirittura dannoso -, ma soprattutto realizzare le "infrastrutture" necessarie alla partecipazione, ovvero il contesto socio/culturale/tecnologico: ad esempio, individuare uno spazio fisico adatto, come una piazza cittadina, per costruirci - con gazebo, postazioni internet, rete wifi ecc. - lo spazio reale di confronto, scambio ed apprendimento reciproco).
Ma, e senza per questo volerne limitare le possibilità più creative di sviluppo, appare essenziale definire ben altre regole (tempi delle azioni, modalità di confronto, di adesione, di gestione e di rappresentanza, responsabilità, comunicazione, valore dei risultati, procedure organizzative ecc.) proprio per assicurare un livello ottimale di comportamento sociale in grado di favorire uno sviluppo ordinato e non caotico delle idee: le regole appunto per il metodo di partecipazione.