News n°14 - 04.03.09

Novolab, Centro per l'Impiego della Provincia di Firenze dentro il polo universitario di Novoli, giovedì 19 febbraio, un pomeriggio sulla "Professione Formatore":
un bel successo di critica e di pubblico, per chi se l'è perso qui i materiali utilizzati, una sintesi, il glossario ed una tabella excel con tanti link anche alla piattaforma Trio per gli approfondimenti.
E così si è chiuso il primo ciclo del processo partecipativo della nostra Agorà sul Life Long Learning, ora aspettiamo il prossimo CD Aif Toscana fissato per metà marzo per vedere come proseguire, tra l'altro sempre a marzo ci saranno le elezioni per il rinnovo del CD Aif Nazionale e sarà quindi importante valutare anche le possibilità di raccordo con quanto si sta facendo in altri contesti fuori dalla Toscana. Spero di non essere troppo invidiato per questo, ma vi sto scrivendo dai 4 metri di neve dell'Abetone - avevo infatti bisogno di 2 giorni di stacco dopo un periodo molto intenso: consentitemi quindi qualche divagazione un più "distaccata" sul nostro Sistema.

Ed a pensarci bene, anche uno dei 4 problemi analizzati all'interno della nostra Agorà, quello sulle "Regole del Sistema", è rimasto un nel limbo, nel senso che - almeno per ora - è stata tracciata solo un'idea di come dovrebbe essere un modello di valutazione della Qualità per il Sistema integrato.
E proprio qui sulla Qualità credo ci sia da fare ancora parecchia chiarezza: ad esempio, venerdì 27.02 pomeriggio ho fatto un salto in CCIAA per andare a sentire le novità del settore con la nuova ISO 9001:2008, un seminario organizzato dall'Associazione Italiana Cultura Qualità Tosco Ligure.
Presenti almeno una 50ina di consulenti sulla qualità, a dire il vero non ne ho visti molti di quelli che operano anche in campo formativo, non so se la cosa ci deve preoccupare ma certamente non sono solo scuole e strutture universitarie che alla scadenza di marzo si dovranno mettere in regola con l'accreditamento Saforet, anche tutti gli altri organismi accreditati dovranno adeguarsi alla nuova ISO 9001:2008 entro la fine del 2009.
Novità non enormi, anche se sempre novità (sul sito dell'AICQ ci trovate anche un'utile comparazione tra norme vecchie e nuove), ed al seminario ho sentito anche qualcos'altro, come una ricerca per lo standard ISO di nuove prospettive e finalità, quasi che la Qualità possa essere lo strumento tanto agognato per lo competitività.
Il presidente Paolo Citti ha evidenziato come la qualità deve saper andare anche oltre lo standard, diventare un approccio per lo sviluppo aziendale e non solo un mero "obbligo" da assolvere in modo burocratico. Dalla qualità dell'organizzazione all'organizzazione di qualità, dove il valore dei risultati aziendali diventa l'indicatore primario per la qualità.
A mio parere pericolose illusioni o quantomeno su questa strada c'è ancora tanto da lavorare, nel nostro settore sarebbe come dire che i punteggi Saforet sono già in grado di esprimere il successo reale di un'impresa formativa.
Magari cerchiamo di superare l'approccio burocratico che ha finora contraddistinto cosa si è fatto oggi in Italia con la qualità - addirittura siamo arrivati all'eccesso di certificazione (2° nel mondo come numero di bollini ma tra le peggiori culture manageriali tra i paesi industrializzati) -, ricerchiamo pure applicazioni flessibili ed adattive rispetto al contesto aziendale in quanto la  qualità è innanzitutto un approccio culturale, ma lo standard deve valere innanzitutto come riferimento per fornire un livello minimo di garanzia e visibilità anche verso l'esterno, certo non può essere anche l'unico strumento per la valutazione di un servizio, il cui successo è condizionato da tantissimi altri aspetti (la strategia aziendale, la qualità delle risorse umane, il contesto competitivo ecc.) che gli standard Iso 9001, proprio per loro natura, non potranno mai riuscire a catturare (per chi volesse approfondire, mi ritorna in mente anche un prodotto multimediale "L'Impresa per la Qualità" di diversi anni fa inserito nella didateca Trio).

Ed ancora, visto che almeno io sono un rilassato, altre divagazioni questa volta sulla partecipazione, un tema che sembra integrarsi sempre più con la formazione e sul quale sto cercando di dedicarmi maggiormente anche con qualche articolo (di prossima pubblicazione, sul mensile Aut&Aut di Anci e sulla rivista La formazione professionale: per chi è interessato, segnalatemi i vostri riferimenti e li girerò agli editori).
L'esempio più significativo di questo connubio credo sia offerto oggi dalla Provincia di Pistoia, dove per mesi il settore Lavoro e quello dell'Istruzione hanno lavorato insieme per costruire il programma triennale utilizzando metodi aperti e partecipativi (come i focus group e gli open space); da questo programma sono discesi poi i bandi PIC, i Progetti Integrati di Comparto (solo 3 comparti, espressivi della realtà imprenditoriale del territorio), che rappresentano dei veri e propri laboratori di progettazione partecipata per costruire con il territorio - e non solo quindi attraverso i tavoli di concertazione - il futuro del territorio in tema di occupabilità, sviluppo, capitale umano, adattabilità, crescita e competività.
Ma la partecipazione sembra non avere confini, ed allora vi segnalo anche:
- per venerdì 6 pomeriggio
ore 15 "Riflessioni intorno al nuovo quadro normativo per il governo del territorio e la partecipazione” (presso l'aula magna della Facoltà di Architettura, Via Micheli 2, Firenze);
- il dibattito pubblico che si svolgerà tra marzo ed aprile a Firenze e Torino sul tema del "Testamento Biologico" (con town meeting conclusivo aperto a circa 300 cittadini per il 25 aprile);
- l'iniziativa di IRRE su "Genitori a scuola di partecipazione: il modello toscano", sabato 7 marzo, ITI Leonardo da Vinci, Firenze.

Ma come ho potuto ascoltare sempre venerdì scorso all'ITG (Istituto Gramsci Toscano), la partecipazione non è un concetto facile da definire operativamente, anche Amintore Fanfani - come ci ha illustrato il prof. Piero Roggi di Economia - si è molto adoprato per integrarla nella Costituzione Italiana, che rimane comunque una delle pagine più lucide, coerenti, brillanti ed in grado di fare sintesi dei valori fondanti di uno stato democratico: anche la dichiarazione dei diritti dell'uomo ne è stata in parte influenzata ed ancora oggi sono molti i paesi che la prendono a riferimento.
Ed appare quindi inutile, se non pericoloso, affermare che tanto si può cambiare la 2° parte lasciando inalterata la 1°, essendo l'influenza della seconda enorme sull'equilibrio complessivo, è molto probabile che si producano solo contraddizioni molto evidenti.
E' invece solo un percorso, un ordine di definizione delle cose, per usare il linguaggio dell'Agorà è come dire che occorre fare il problem setting prima del problem solving, ma non che le due cose sono autonome ed indipendenti.
O, se magari siete interessati ad un'iniziativa fiorentina particolarmente creativa come quella della Società per le Idee, è un altro modo per dire che prima si definiscono i valori e poi le regole organizzative.
E visto che sono fuori Firenze, un'ultima battuta a costo di farmi nemico qualche politico locale: ho letto che si vuole vendere l'immagine di Firenze, metterci una tassa ... e qui mi ritorna in mente Nicia, "Gli uomini sono le città, non le mura le navi vuote di uomini !", l'Agorà si costruisce sui cittadini, è un fatto di cultura dei rapporti con la cittadinananza, non di urbanistica tanto meno di protezione dell'immagine, non è lì il valore di un popolo.

Chiudo con il nuovo decreto degli esperti di certificazione  - scusate se ... semplifico il titolo, sono 359 in totale - ora bisognerà aspettare il Sistema Regionale delle Competenze e le nuove regole  che ... stanno per uscire (io ci credo !) per attuare una formazione riconosciuta per le figure di questo tipo, una vera azione di sistema.

Infine, per chi si trova da quelle parti, appuntamento al Convegno delle Stelline, BiblioStar (Milano, 12 marzo) "Il mondo in biblioteca, la biblioteca nel mondo", e quindi non posso che chiudere in modo poco serio, memore dell'oggetto ... l'Agorà del futuro ? un'immagine da Valencia, per fortuna non c'è copyright, magari può servire ad ispirare qualcuno !

 

A dopo le idi di Marzo,

Luigi Taccone

coordinatore AIF FP

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