news n. 28 - 16.11.09: i primi passi dell’Agorà

Stamane ero nella nuova sede in via Laura di Scienze della Formazione con una 50ina di studenti universitari, praticamente il futuro della "professione formatore" che certamente potrà e spero dovrà avere un grande futuro con tutto il gap di crescita e sviluppo che ancora scontiamo rispetto ad altri paesi europei.
Era anche la prima presentazione pubblica dell'Agorà @Lè e di questo devo ringraziare Carlo Catarsi che mi ha consentito di battezzare questa agorà allo stesso modo dello scorso anno, quando avviammo i lavori dell'Agorà sul Lifelong Learning nella vecchia sede di via del Parione (credo che i confronti generazionali siano sempre non solo molto emozionanti ma anche forieri di spunti nuovi e creativi).
Qualcuno era preoccupato, certo il futuro della loro professione non può che essere pieno di incertezze e timori così come tutto il futuro del mondo del lavoro.
Qui altri 2 spunti, il primo sull'analisi della crisi.
Guardando alla situazione americana, con un PIL al + 3,5%, molti si sono sentiti riavere anche dalle nostre parti: non per scoraggiare i nostri politici, ma ho trovato questa analisi di Robert Solow molto cruda e veritiera, mi sembra purtroppo che siamo ancora in mezzo al guado.
Il secondo viene da casa nostra, ricordando che domani è anche la giornata dell'Orientagiovani.
Il dibattito giustamente sembra spostarsi dal tema del posto fisso (ricordate la news precedente ?) alla legge sulla FlexSecurity: Confindustria, che propone addirittura di abolire il valore legale del titolo di studio, invita a tutelare il reddito piuttosto che il posto.
La flessibilità deve essere un valore positivo di crescita e di sviluppo per l'individuo e per il sistema economico: credo sia proprio quella competitività che manca ancora al nostro paese.

Altro argomento, più tecnico, anche se parente stretto del precedente.
Il Sistema Regionale delle Competenze è veramente rivoluzionario e non so quanto ci vorrà ancora affinché ciò sia veramente ben compreso da tutti gli operatori del sistema.
In un incontro con i vecchi amici di Aif (presenti tra l'altro Marco Matteucci e molte agenzie fiorentine di quelle accreditate, ma anche molti formatori che non operano nel mercato del finanziato), sono intervenuto per dire che le "Ada" non sono parametrabili con il tempo - al massimo si può parlare di soglie minime -, altrimenti si ritornerebbe alle vecchie logiche delle schede corso ed ai profili: fuori i valori veri della competenza, occorre misurare il livello di apprendimento e non più le ore di formazione.
Per far capire questa differenza, ho anche citato il nuovo sistema di convalida delle competenze, peraltro già presente in ben 9 paesi europei, ma qualche formatore vecchio stampo si è subito irrigidito: "che c'entra questo con la formazione e con i suoi sistemi di valutazione !".
Siamo indubbiamente ancora lontani dal poter garantire il principio della pari dignità degli apprendimenti, formali non formali ed informali:  il retaggio è fortissimo, la formazione non vuole ancora misurarsi sul terreno delle competenze professionali, anche perché questo introdurrebbe una competitività di mercato alla quale forse non si è ancora abituata.
Però dobbiamo sempre ricordarci che un corso può valere solo nella misura in cui è in grado di far acquisire le vere competenze che si aspetta il mercato del lavoro !

Ed intanto - con l'approvazione della proposta di legge che modifica il testo unico per istruzione, formazione e lavoro, la legge 32/2002 - il modello toscano per l'attuazione dell'obbligo scolastico fino a 16 anni introdotto dalla normativa nazionale, diventa legge.
Il percorso previsto dalla Toscana, e già attuato nei primi due anni, prevede l'assolvimento dell'obbligo all'interno del biennio della scuola superiore.
Quello toscano è un modello originale, unico nel panorama nazionale: "per noi l'obbligo di istruzione è obbligo scolastico e la Toscana – ricorda l'assessore all'istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini – è l'unica regione a scegliere di far coincidere le due cose, assolvendo l'obbligo nella scuola. Ed ancora: "abbiamo scelto questa soluzione per far sì che i ragazzi restino il più possibile all'interno della scuola e per offrire a tutti la possibilità di ricevere una solida preparazione di base".
La differenziazione, per i ragazzi che non intendono proseguire gli studi avviene al terzo anno, che avrà un valore più fortemente professionalizzante e sarà svolto all'interno dei canali della formazione professionale, con una costante interazione con il mondo del lavoro, sfociando in un diploma di qualifica.
A mio parere, un percorso non solo corretto ed integrato sul piano dei complessi rapporti di competenze istituzionali, ma anche l'unico in grado di semplificare e migliorare la comprensibilità e la trasparenza per il cittadino.

Chiudo con il bellissimo ricordo che mi porto dallo scorso fine settimana delle Giornate di Montaione, un seminario magari svolto in un contesto un lontano dai clamori del centro cittadino, ma sicuramente molto stimolante sul piano delle riflessioni metodologiche (applauditissimo il contributo di AmericaSpeaks, presto il materiale su Piazza Toscana).
Molto riuscita anche l'iniziativa di costituire una "giuria dei cittadini" per scegliere il processo partecipativo più efficace: e la nostra Agorà @Lè si vuole iscrivere fin d'ora all'edizione del prossimo anno, per ora abbiamo mosso solo i primi passi (potete seguirci anche via web sul sito dell'Agorà, questo il link: www.agoralavoroeducation.it).
Ricordo solo due date importanti: mercoledì 18.11 1° comitato di progetto, dalla 1° settimana di dicembre avvio dei primi due cicli di problem solving (a Novolab ed a Scienze della Formazione), per il resto, come potete vedere anche dal sito, siamo entrati in pieno nei lavori in corso.
Il fermento cresce, teniamoci in contatto e contribuiamo anche a distanza a costruire il nostro futuro !

Alla prossima,  Luigi Taccone
@ - Agorà su Lavoro ed Education
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